Fontane

 

Forestiero sorpreso dalla fontana chiusa sulla Passeggiata di Otranto

Di Andrea Aufieri. Se l’incanto non è acqua: del triste destino delle fontanelle nelle marine del Salento.

Dello Ionio ho già detto. Ma l’Adriatico è più vicino al mio modo d’intendere una sortita balneare: per uno strano fenomeno fisico è più facile trovare l’ombra, e quasi sempre un vento tenue accarezza la testa, e il sole non ha bisogno di fare il dittatore, finito il turno delle diciotto può farti godere anche in un pomeriggio di afa mozzafiato. Lascio volentieri il desiderio di farsi frustare dopo quell’orario ai pervertiti dello Ionio.

Sempre grazie all’intenso week-end dei coinquilini ho rivisitato posti incantevoli, veri e propri scorci artistici come Roca Vecchia, frazione di Melendugno che precede d’un soffio l’inflazionatissima Torre dell’Orso, e che quest’anno è poco frequentata anche ad agosto, un po’ per la crisi, ma, credo, soprattutto per una questione di moda.

E poi la magia di Otranto: Luna Otrantina, non a caso, è una delle canzoni della tradizione più affascinanti e dense di significato, il cui testo è stato partorito dalla mente di Rina Durante.  Tra i teschi degli ottocento martiri e i vicoli in cui sembra ancora di inseguire Idrusa, rischiando uno schiaffo per l’insolenza, e l’ardere delle carni dalla pianta dei piedi fino alla testa fondente. Emozioni che necessiterebbero di essere bevute alla sorgente. E in effetti la sete viene sia a Roca che a Otranto, e anche la necessità di lavare via il sale dalla pelle.

E così si parte alla ricerca di una fontana, che in entrambi i posti troviamo, insieme a una brutta sorpresa. Le fontane sono chiuse. Ed è facile fare due più due se vicino a quelle fontane ci sono bar e chioschi pronti a vendere una bottiglietta del prezioso liquido incolore a peso d’oro.

Persino nelle piccole cose, non solo nelle leggi, il trasporto popolare che ha portato al referendum per la ripubblicizzazione dei servizi idrici è stato tradito:” gusteremo acqua libera!” era uno degli slogan, e lo vedi tradito nella quotidianità. Una piccola cosa, una cosa pessima.

 

*Si ringraziano Marco e Nicola, il primo per essersi reso ridicolo al mondo, il secondo per averlo reso possibile. 🙂

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