L’ex liceo rivive grazie ai migranti

Se ci cadesse il tetto in testa, sarebbe sempre meglio che dormire per strada».  La pensa così Ahmed Adem, il presidente dell’associazione «Socrate». Il nome dell ‘organizzazione è dovuto alla sua sede, il vecchio liceo classico di Bari, in via Giuseppe Fanelli. Ma sembra essere un omaggio al filosofo del dialogo, grazie alla proposta di autorecupero della struttura, presentato con Ingegneria Senza Frontiere di Bari – (I sf), che spazzerà  via i timori di Ahmed.

Il liceo è stato abbandonato per inagibilità da dieci anni. È tornato in vita con l’occupazione dei rifugiati nel 2009. Da allora la comunitàsi è stabilizzata. Adesso ci vivono sessanta rifugiati dall’Eritrea, dall’Etiopia e dal Sudan. Per l’elettricità si sono arrangiati con un generatore a benzina. Ma la struttura è fatiscente, va rimodernata. Soprattutto, non c’è acqua. Sulla facciata c’è un murales con un’onda che sommerge una metropoli. Gli occupanti devono percorrere un chilometro per raggiunger e la fontana più vicina, all’hotel «Ambasciatori», riempire diverse taniche da dieci litri e tornare.

All’associazione «Socrate» hanno sentito parlare del concetto di autorecupero, promosso in città da Isf. Claudio Vinci, presidente della sede barese, racconta: «Abbiamo presentato un “progetto partecipato di recupero della struttura”, che si basa sul coinvolgimento della comunità nella ristrutturazione parziale dell’edificio, e sul dialogo con di ver si soggetti istituzionali, tra i quali il Comune, l’assessorato all’Urbanistica della Regione e lo Iacp». Ma un aspetto fondamentale è quello della formazione: «Con la Formedil, il Politecnico e Isf tutti apprenderanno un mestiere».

Ahmed è soddisfatto di questa soluzione: «La nostra vita è come quella dei colombi, se possiamo mangiamo, se troviamo un lavoro lo facciamo. Questo progetto è importante per la comunità». Un altro aspetto rilevante è quello dell’interazione con il quartiere. «Stiamo analizzando le necessità della zona spiega Claudio – perché vorremmo portare alcuni servizi essenziali nel “Socrate” e condividerli con l’intera collettività, per migliorare il dialogo con la città. Di questo si è occupata anche la parrocchia di San Marcello, che sta facendo conoscere alla gente chi ha rivitalizzato quello che si era trasformato in un luogo di spaccio».

Alla pensilina dell’autobus la gente mostra una certa cordialità: «L’importante è che stiamo tutti bene», dice la signora Pina. Per sapere se la città è davvero quel posto dove c’è «Troppo bellissima gente», per dirla con Ahmed, occorrerebbe una risposta dal Comune. La fase progettuale è infatti avviata, ma ci vorrà ancora tempo. Intanto, resta l’urgenza della mancanza d’acqua, che non si può risolvere allacciandola alla struttura. Non si conoscono le condizioni delle tubature. Il nodo si può sciogliere con un allaccio diretto dalla conduttura principale di via Fanelli. All’ex liceo si attende, ma il caldo è arrivato.

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