Uranio, intervista al senatore Bulgarelli

Nella nuova commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito ci sono diversi senatori da tempo impegnati sul problema, e validi ricercatori. L’intervista al senatore Mauro Bulgarelli (Verdi).

Leggi l’articolo sull’uranio impoverito in Italia e sui timori a Torre Veneri,  zona militare in provincia di Lecce.

Senatore, si conoscono i risultati dei rilevamenti effettuati a Torre Veneri nel corso dell’ispezione della Commissione uranio impoverito?  Si era parlato di dicembre per un’analisi definitiva.

“Non siamo ancora in possesso di quei dati perché l’esperto balistico è in missione in Libano per conto nostro, ma per gennaio sapremo qualcosa di più preciso”.

È da considerarsi una semplice coincidenza il breve lasso di tempo tra la visita della commissione e l’outing di Luca Giovanni Cimino?

Sen. Mauro Bulgarelli
Mauro Bulgarelli

“Eravamo a Torre Veneri perché uno dei filoni d’indagine comprende casi di malattie contratte dai militari che hanno prestato servizio nei poligoni. Accade spesso che in seguito ad una nostra visita qualcuno trovi coraggio e denunci la sua situazione: la valuteremo insieme ai numerosi casi che stiamo studiando”.

Quali sono le peculiarità che contraddistinguono il vostro lavoro da quello della commissione precedente?

“Un fatto casuale ma importantissimo è che oggi si ritrovano in commissione dei senatori che hanno condotto molte battaglie sull’argomento. Ci avvaliamo poi dell’ausilio di tre consulenti di livello e senza alcun interesse a nascondere nulla: l’epidemiologo Valerio Gennaro, la dottoressa Maria Antonietta Gatti, una delle persone più avanti nella ricerca sulle polveri sottili, ed il professore Massimo Zucchetti che ha condotto studi fondamentali sulle radiazioni ionizzanti. E, altro fatto da non sottovalutare, abbiamo anche un ministero maggiormente disposto a collaborare”.

Quali sono le novità in questo senso?

“È notizia del 6 dicembre quella della costituzione, in seno al Ministero della difesa, di un Comitato per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cpcm) con compiti di studio e di ricerca. Per quanto riguarda la legge finanziaria, incrociando le dita, dovrebbe essere approvata una proposta, della quale sono primo firmatario, che permette lo stanziamento di dieci milioni di euro per tre anni, fino al 2010,  che consentirà alle vittime ed ai famigliari di affrontare le spese per farsi riconoscere la causa di servizio.”

Lavorate nelle migliori condizioni possibili, dunque?

“Trattiamo di temi spinosi per affrontare i quali dobbiamo collaborare con i vertici militari che purtroppo non brillano per trasparenza e informazione e si sentono sempre come fossero in tribunale. Non si comprende che noi cerchiamo di risolvere un problema, dunque spesso dobbiamo ricorrere all’intervento dell’autorità giudiziaria per poter entrare nei poligoni e sequestrare ciò che possiamo, visto che spesso non ci sono nemmeno gli archivi”.

Il vostro è un lavoro che mira anche a dare anche un segnale alla politica estera italiana e alle sue intraprese militari in particolare?

“Lascio a voi la risposta a questa riflessione. In commissione molti di noi hanno sicuramente una certa ideologia, ma sono rappresentati tutti i colori, dunque tutto dipende dalle storie soggettive”.

Andrea Aufieri, L’imPaziente n.17, dicembre 2007-gennaio 2008.

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