La democrazia ferita dai Forconi

No, ma voi ve lo ricordate com’è nata la protesta dei Forconi?

Era uno sciopero degli autotrasportatori in Sicilia. E il furore popolare che generarono oscurò quasi completamente il fatto che gli accordi sindacali furono rispettati, come è accaduto anche quest’anno. Così come si è perso di vista chi «impugna» i Forconi.

Poi uno posa gli occhi distrattamente sulla tv e vede gli alalà deli manifestanti, e pensa che il simbolo scelto non sia proprio una bella cosa. Poi a uno capita sott’occhio una cartina pubblicata ieri, 10 dicembre 2013, dal Sole24Ore, e che ti legge? Il fatto ormai risaputo che sono i movimenti di estrema destra a dare sostegno agli scioperanti: Forza Nuova, Forza D’urto, Militia, Casa Pound, per esempio; gli Skinheads a Verona. L’unica eccezione è il Piemonte, che con il centro sociale Askatasuna racconta per l’ennesima volta del fallimento dello Stato, che ha fatto incancrenire una situazione facilmente gestibile nel territorio dei No Tav.

Ma scorrendo ancora a Sud, in Sicilia, dove il movimento è nato, si legge, con una leggerezza allucinante e senza alcun commento a sostegno, che la cosca della famiglia Ercolano appoggia il Movimento.

La famiglia Ercolano. Questo video di Antonio Condorelli per il Corriere racconta della prima protesta in Sicilia, dove brilla per la sua presenza Enzo Ercolano. Enzo è nipote del boss Nitto Santapaola. Enzo è fratello di Aldo, quello che ha ammazzato il giornalista Pippo Fava, e che ora è al 41 bis. Enzo è figlio di Pippo, con il quale è stato implicato in diverse vicende di infiltrazione nella gestione dei mercati ortofrutticoli.

Enzo è cugino di Angelo, già presidente della Federazione autotrasportatori (Fai) di Catania. Una coincidenza, come il fatto che la protesta è guidata da persone che Mariella Magazù su Left aveva definitio come gattopardi che organizzano una rivolta per tenere il controllo. E il suo fondatore, Martino Morsello, ha chiuso per fallimento un’azienda di prodotti ittici nella quale sono scoppiati ripetutamente incendi dolosi.

Dunque è un caso che Grillo appoggi il Movimento, magari anche che goda di un ampio consenso in Sicilia, forse è solo una conseguenza dovuta alla semplice osservazione della realtà delle cose, però lascia pensare.

Come lascia pensare anche il vuoto di informazione del Sole.

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