Bari, emergenza sfratti. E il racket ringrazia

A dire: «casa», a Bari,il rischio è di rievocare un filone cinehorror in salsa eighties. È piacevole sapere che presto arriveranno più di cinque milioni dalla Regione per adeguare e ristrutturare gli alloggi dello Iacp di Bari. Non lo è che la stessa Regione abbia l’impegno della riforma dello Iacp e dell’Edilizia residenziale pubblica (Erp). È bello sapere che c’è l’impegno del sindaco per affrontare i casi di morosità incolpevole ed evitare che gli sfratti diventino esecutivi, ma non lo è che dopo un mese non è cambiato nulla. Ci sarà presto la nuova graduatoria di assegnazione degli alloggi, ma la situazione reale apre a una violenza sottile e mortificante.

«Non possiamo parlare di un aumento del fenomeno-spiega il colonnello della polizia locale Stefano Donati-, ma la percezione è che sia una presenza costante». Il colonnello racconta il fenomeno delle occupazioni abusive «pilotate» di alloggi popolari: «Avvengono un po’ ovunque in città, ma sono concentrate soprattutto al San Paolo e a San Girolamo. Secondo le nostre indagini è prematuro dire che esiste una rete sistematica, ma andando a controllare tra le parentele dei soliti noti, usati come “teste di ponte” per entrare negli appartamenti-in genere donne o disabili- è possibile risalire all’infiltrazione o all’interesse dei clan».

Le conseguenze sono amare: «A queste condizioni avviene spesso che gli aventi diritto rinuncino per paura». L’unica soluzione possibile, a parte quella di rimpolpare l’organico della polizia locale, che conta su 570 agenti, oppure realizzare un presidio di polizia a Japigia, come chiesto dai cittadini, è quella di un deciso intervento della legalità. Per contrastare il record delle ingiunzioni di sfratto che diventeranno esecutive nei prossimi mesi, circa 1500, il sindaco Emiliano ha chiesto a inizio mese al prefetto Nunziante di bloccare le esecuzioni per la categoria dei «morosi incolpevoli», coloro, cioè, che non possono pagare l’affitto per ragioni di salute o di crollo improvviso del reddito.

È passato un mese e nulla si è mosso: «La situazione è drammatica- dice il sindaco-, ma non so perché non sia cambiata. Io ho chiesto al prefetto di esercitare i suoi poteri e aspetto una sua risposta, ma intanto, e da anni, sono venute meno le necessarie sinergie tra le istituzioni locali e nazionali Laddove queste mancano la malavita prospera e accresce il suo potere».

«Andiamo verso il collasso-replica Nicola Zambetta, segretario provinciale del Sunia, il sindacato dei coinquilini che afferisce alla Cgil-perché abbiamo richieste disperate e 2200 persone che attendono un alloggio, molte più di quanti se ne possano liberare».

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