Riapre Casa Comi, si risveglia una Comunità

“Armonia: consonanza di voci o di strumenti” (Enciclopedia Treccani). Non poteva esistere una parola migliore per definire l’esperienza umana, artistica e spirituale di Girolamo Comi (Casamassella , Lecce, 1890; Lucugnano,  Lecce,  1968) e del suo lascito nella cultura contemporanea.  Il “Festival dell’Armonia” gli tributa la paternità ideale della manifestazione letteraria che si svolge soprattutto nel suo palazzo di Lucugnano, nel Basso Adriatico; “Spirito d’armonia” è il titolo di una mostra che gli è stata dedicata quest’anno, ma è anche il titolo della selezione delle sue poesie. E il termine ricorre molto spesso nelle sue opere, sebbene al barone di Lucugnano ne interessasse più la simbologia religiosa, mentre a noi preme valorizzare le vicende terrene e lo spirito armonioso di chi ne vuole perpetrare la memoria. Difficile non cogliere una consonanza tra la biografia del fondatore dell’Accademia Salentina e le vicissitudini del suo palazzo, oggi tornato a disposizione di curiosi, visitatori e assetati di cultura.

Già, perché superato il roseto con il suo mezzobusto che campeggia nella piazza che porta il suo nome a Lucugnano, solcato il portone e l’ampio atrio che ospita numerosi incontri pubblici, oggi possiamo ancora leggere la frase che accoglie i visitatori del suo palazzo, estratta da un messaggio che il poeta Alfonso Gatto lasciò al suo amico Girolamo: “In questa casa anche le ombre ti sono amiche”. E possiamo ancora immergerci in un’intensa visita guidata con Angela Caputo Lezzi perché l’associazione di cui fa parte, Tina Lambrini – Casa Comi, si è assunta l’impegno del dialogo con gli enti comproprietari dell’immobile, Provincia di Lecce e Regione Puglia, dopo aver persino occupato il palazzo, che rischiava d’esser ceduto in mano a privati.

Simone Coluccia, presidente di Tina Lambrini – Casa Comi, racconta di questo vero e proprio risveglio di coscienza culturale: «La riapertura del palazzo è stato il riaprirsi di un’intera comunità. È iniziato tutto con il Comitato Pro Palazzo Comi, sponsorizzato dalla Libera Università Popolare del Sud Salento, quando nell’estate del 2015 si seppe che la Provincia aveva emesso un bando per la cessione dell’immobile. L’esperienza dell’occupazione ha cambiato tutto. Una comunità si riavvicinava grazie a Comi. La Provincia revocava il bando e si apriva a una nuova stagione di opportunità e stimoli».

Provincia e Regione sono ora proprietari delle sale al piano terra, dove si trovavano le stalle, il frantoio e il palmento e che adesso ospitano una mostra permanente sulla lavorazione della terracotta e del ferro, tipicità lucugnanesi; la biblioteca dei bambini; parte delle migliaia di volumi che compongono il distaccamento del Polo bibliomuseale leccese, composto dal fondo Fuortes, dal fondo francese dello stesso Comi e dal fondo curato dall’emerito rettore dell’Università del Salento, Donato Valli, grande amico del barone. Completa il tutto il meraviglioso giardino che ospita ancora un alloro piantato dal poeta e una passiflora piantata da Tina, sua domestica, poi moglie e infine custode di Casa Comi e dei suoi tesori, figura da conoscere e amare, non solo per comprendere davvero la consonanza di Girolamo con l’amore, con l’arte e con la cittadinanza, ma degna di una sua traiettoria, tutta da scoprire, che si è meritata la compresenza nel nome dell’associazione che da lei ha ereditato la cura della Casa.

Al primo piano, di proprietà della Provincia, troviamo la biblioteca con i suoi appunti, i carteggi con altri grandi autori come Paul Valéry, le annotazioni sui libri, il celebre e bellissimo salotto in cui si riuniva l’Accademia Salentina, fondata nel 1948 e che vedeva protagonisti, tra gli altri, Maria Corti, Vittorio Bodini, Vittorio Pagano, nucleo redazionale anche della rivista L’Albero, divenuta l’epicentro di una linea meridionale d’idee e scritture. Ai contenuti non sono da meno gli scenari: arazzi progettati dal barone e realizzati dalle celebri maestranze di Casamassella, Surano e Maglie; quadri di pregio; foto e stampe d’epoca, candelabri di legno dorato e ferro battuto; ceramiche artigianali esposte nella sala da pranzo e nella splendida cucina economica; le stanze da letto francescane; l’altarino votivo dedicato alla Natività.

Luigi De Luca, funzionario regionale e direttore del polo biblio-museale di Lecce delinea gli interventi futuri: «Insieme alla Provincia e alla Soprintendenza restaureremo gli interni, le opere d’arte e i libri. Palazzo Comi deve tornare uno spazio di discussione e comunione tra il mondo intellettuale e le comunità intorno ai temi della poesia, del sud e della fraternità. E per il futuro immaginiamo ulteriori progetti, magari residenze per poeti, scrittori e artisti. Abbiamo bisogno di poesia e questa Casa assolverà il suo compito, anche per la preziosa biblioteca che ogni giorno accoglie studiosi e studenti, che già si sentono una comunità».

Nonostante la riforma Del Rio, la Provincia conserva ancora un ruolo importante nella gestione di Palazzo Comi e il suo rilancio rientra nelle linee programmatiche dell’attuale gestione, che il presidente Stefano Minerva riassume in una nota: «La valorizzazione di Palazzo Comi riuscirà ad avere sempre più forza se in sinergia con Regione, Soprintendenza e Comune di Tricase riuscirà ad attrarre investimenti e risorse finalizzate alla promozione delle attività culturali, intensificando il “lavoro di squadra” che enti, associazioni e privati stanno già mettendo in atto».

La strada dell’armonia è quella del futuro per Casa Comi, casa di tutti i salentini e di tutti gli amanti della cultura nel mondo.

*Pubblicato su Salento Review, estate 2019

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